ONDE D’URTO EMS swiss dolorcast:

La terapia extracorporea ad onde d'urto (ESWT)

Cos'è?

La terapia extracorporea ad onde d'urto (ESWT) utilizza impulsi acustici per trattare una varietà di disturbi muscoloscheletrici. È una modalità di trattamento ben studiata, supportata da studi scientifici a livello internazionale.

Il metodo swiss dolorcast

Il metodo swiss dolorcast è stato introdotto nel 1997 ed è diventato il nuovo standard per la terapia ad onde d’urto radiali extracorporea. Negli anni successivi, un numero crescente di indicazioni ortopediche sono state trattate con successo con questo metodo.

Sulla base di un concetto completamente originale, un proiettile nel manipolo viene accelerato a forte velocità, utilizzando un impulso di aria compressa a controllo preciso. Il proiettile viene diretto con tolleranza di pochi micrometri. Quando il proiettile colpisce l’applicatore all’interno del manipolo, la sua energia cinetica viene convertita in energia meccanica. All’estremità dell’applicatore, l’onda d’urto viene trasmessa al tessuto umano determinando l’instaurarsi di fenomeni di cavitazione con formazione di micro-bolle. Per minimizzare le perdite di trasmissione che si avrebbero nell’aria fra applicatore e il contatto con la pelle, si utilizza il gel.

Effetti onda d’urto:

Effetto analgesico (eliminazione del dolore)
Produzione di endorfine e stimolazione di terminazioni nervose locali e meccanismi neurofisiologici.

Accelerazione della guarigione
Aumento della produzione di collagene, miglioramento del metabolismo e microcircolazione.

Ripristino della mobilità
Con Disgregazione di micro-calcificazioni

 

Indicazioni terapeutiche:

⦁ Tendinopatia calcifica cuffia dei rotatori
⦁ Sindrome da conflitto sub-acromiale
⦁ Gomito del tennista (epicondilite laterale)
⦁ Gomito del golfista (epitrocleite mediale)
⦁ Sindrome dolorosa del grande trocantere
⦁ Tendinopatia inserzionale rotulea
⦁ Tendinopatia zampa d’oca
⦁ Osteocondrosi dell’apofisi tibilale anteriore ( sindrome di Osgood Schlatter )
⦁ Periostite tibiale
⦁ Tendinite inserzionale achilleo
⦁ Tendinopatia Achilleo
⦁ Fascite plantare, sperone calcaneare
⦁ Psedoartrosi e ritardi di consolidamento delle fratture
⦁ Rizoartrosi
⦁ Algoneurodistrofie
⦁ Esiti fibrotici e calcifici in seguito a lesioni di muscoli, legamenti fasce
⦁ Morbo di Dupuytren
⦁ Trigger Point ( dolore miofasciale)
⦁ Morbo di La Peyroine ( Induratio penis plastica )
⦁ Piaghe cutanee acute e croniche ( ulcere diabetiche)
⦁ Linfedema primario e secondario
⦁ Cellulite

Dose

Tre sedute di trattamento a distanza di una settimana. Circa l’80% di tutti pazienti segnala un sostanziale miglioramento della situazione clinica già in seguito alla prima seduta di trattamento